Ero sovradeterminante. Sono diventato femminista!

La testimonianza di una persona che stimo molto, un giovane uomo che ha intrapreso un duro percorso di piena presa di coscienza delle sovradeterminanti sociali che portano tutt*, chi più chi meno, ad interagire in/con una società ancora profondamente patriarcale. E’ da questi racconti che dobbiamo trarre insegnamento, per poter creare spazi di manovra sempre più ampi.

Al di là del Buco

A ragionare del perché al femminismo alcune persone debbano qualcosa ci sono anche gli uomini. Uno di questi, un lettore di questo blog, ha voluto regalarmi la storia che segue per dirmi perché per lui il femminismo ha contato e conta molto. Una presa di coscienza, di un tratto sovradeterminante o sovradeterminato, è quello che riguarda tante persone che ho incontrato e che hanno a che fare con il femminismo. Perciò il femminismo non può essere sovradeterminante, benché in modo diverso. Perciò deve essere inteso come movimento di liberazione privo di qualunque finalità normativa. Di questo racconto mi piace un fatto preciso. Succede, a volte, che un uomo che prende coscienza di un tratto sovradeterminante, che la cultura sessista coccola e incoraggia, invece che negarlo finisce semplicemente per mascherarlo d’altro. Un sovradeterminante sessista può diventare il più autoritario paternalista devoluto alla causa contro la violenza sulle donne, per esempio.

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