Premio traduzione sezione di anglistica del X Festival di Poesia Civile, città di Vercelli

Da quattro anni, l’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’associazione culturale Il Ponte offre agli iscritti di Lingue dell’ateneo la possibilità di cimentarsi con la traduzione in italiano di un testo poetico inedito in Italia.

Pubblico qui di seguito le traduzioni vincitrici delle due sezioni di anglistica: quella inglese a cura di Sara Olivieri e quella anglo-americana a cura di Elena Mazzetto (entrambe già vincitrici della terza edizione del concorso nella medesima sezione).

Poesia in cui un drone guarda un dibattito presidenziale statunitense da un Travelodge sulla M18 vicino a Doncaster.
Di Harry Giles
traduzione: Sara Olivieri

Uno di questi uomini le metterà il dito sul bottone.
Lei infila un sensore dentro a un sacchetto di Doritos e chiude

quegli occhi sconcertanti, massaggia il telecomando: mette il muto,
toglie il muto, mette il muto. Quest’uomo mente. Quest’uomo

non legge un romanzo da quattro anni. Lei
lo può dire. La faccia di quest’uomo è fatta di gomma

di fluoro-silicone, lucida sotto i riflettori dello studio. Lei s’immagina
gli serva un cambio d’olio. Lei lo può dire. Quest’uomo indossa

una maglietta di He-Man a letto. Ha con sé il portapranzi dei Thundercats.
Si prepara da solo i panini. Non si sceglie

la cravatta. Quest’uomo non può guardare una pistola senza piangere.
Quest’uomo è una puttana. I suoi denti brulicano

di nanorobot. Splendono come una fila di croci bianche.
Come una pioggia radioattiva. Il drone apre e chiude la sua scheda di voto.

 

Tu Do Street
Di Yusef Komunyakaa
(tr. it. di Elena Mazzetto)

La musica divide la sera.
Chiudo gli occhi & vedo
uomini tracciare linee nella polvere.
L’America s’insinua nella membrana
di foschia & fumo, & io sono un bambino
di nuovo a Bogalusa. Scritte
“Solo bianchi” & Hank Snow. Ma stasera
vado in un posto dove le ragazze del bar
svaniscono come uccelli tropicali. Quando
ordino una birra, la mama-san
dietro al bancone finge
di non capire scansando
con gli occhi le facce bianche, mentre Hank Williams
strilla dal jukebox psichedelico.
Abbiamo recitato Giuda ma
solo i colpi di mitragliatrice ci tengono
insieme. Per strada
anche i soldati neri stanno all’erta.
Un divieto d’accesso mi attira
più dentro ai vicoli, mentre cerco
dolcezza dietro queste voci
ferite da bellezza & guerra.
Là nella giungla a Dak To
& Khe Sahn, abbiamo combattuto
i fratelli di queste donne
che ora corriamo a tenere tra le braccia.
C’è più di una nazione
dentro di noi, quando soldati
bianchi & neri toccano le stesse amanti
a pochi minuti di distanza, assaggiando
il fiato gli uni degli altri,
senza sapere che queste stanze
corrono una nell’altra come un tunnel
diretto all’inferno.

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