La ragazza nuda usata come arma

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Traduzione collettiva con Agnes Nutter, Jinny Dalloway, Silvia Bauer, di un’analisi sull’uso della nudità come arma a fini reazionari, con particolare attenzione ai casi emblematici delle neonaziste Femen, delle filo-americane Pussy Riot e di Molly Crabapple, (per fortuna) misconosciuta in Italia.  L’originale, lievemente abbreviato nella parte inziale, qui. Buona lettura.

I media che consumiamo oggi vengono manipolati tanto cinicamente quanto quelli di un centinaio di anni fa: sono usati come armi contro la popolazione, ma adesso adottano nuove tecniche di marketing per vendere, promuovere e difendere l’imperialismo e il capitalismo. Questo non implica che non siano presenti ancora vecchie tecniche – esistono ancora corruzioni palesi come accettare soldi o regali – ma altre strategie non sono state ancora bene esaminate, né accuratamente condannate. Mentre sesso e razza sono ancora comuni come sempre nel culto di imperialismo e capitalismo da parte dei media, le nuove strategie neoliberiste di atomizzazione e…

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5 pensieri su “La ragazza nuda usata come arma

  1. Ciao Agnes, non farmi dire cose che non ho detto, scritto e neppure pensato (laglasnost). Non volevo certo dire ciò che hai alluso quanto a capacità di comprensione. Dico che chiunque può male interpretare un pensiero, visto che ognuno di noi è depositario di un suo idioletto…….
    Tuttavia, senza intenti polemici, noto sia qui che da glas delle posizioni a dir poco singolari, salvo aver capito malissimo. Lei da posizioni abbastanza aperte, progressiste, bacchetta il femminismo; il cui ridimensionamento per me è stato un danno sociologico enorme e va di pari passo con la perdita dei diritti conquistati dai nostri padri.
    Qui da posizioni apparentemente di sinistra (mi tengo sul prudente) si tacciano le compagne Pussy Riot di essere filo-americane (questo sottintenderebbe che Putin sia un bolscevico?) e le Femen addirittura neonaziste (ti smentisce la stessa foto che pubblichi visto che le loro scritte accusano il capitalismo di fascismo, quanto è vero!).
    E’ noto che sia il gruppo russo, sia le Femen sono di sinistra, con tutte le contraddizioni che vuoi. Non penso si possa tacciare di nazismo chi ha deciso di usare il corpo come forma di lotta, sono accuse che trascendono la critica corretta.
    Diverso è dire che gli amerikani, o meglio lo stato e i governi amerikani, sono nazisti, visto che lo sterminio dei popoli nativi lo hanno praticato davvero… I conti non tornano…
    Ciao

    1. Ciao,
      questo è un blog dove si pubblicano traduzioni o si ribloggano interventi scritti da altr*. Raramente, purtroppo, ho il tempo per scrivere di mio pugno: questo in risposta al “ti smentisce”: casomai fosse vero, e ritengo che non lo sia, non smentisce me ma l’autrice dell’articolo originale, quindi al più la rimostranza diretta andrebbe fatta a Quangel, il cui articolo originale è, a differenza della traduzione, ricco di link e riferimenti qualora sentissi la necessità di approfondire ciò che sostiene. Com’è scontato, comunque, molto di ciò che pubblico è da me condiviso o ha la mia approvazione nei suoi contenuti.
      Che le femen e le pussy riot siano di sinistra, ho e continuo ad avere dei dubbi. Che le femen siano supportate da gruppi ucraini di estrema destra e filo-nazisti lo dicono molti articoli nonché decine di immagini che si trovano facilmente in rete; purtroppo adesso non ho tempo di ritrovare le fonti, ma se sei interessato cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per farlo. E’ interessante tuttavia notare che in merito alle Femen sei incorso esattamente nella retorica che l’autrice denuncia nell’articolo. Per quanto concerne le PR, ricordo come fosse ieri Tollokonnikova, all’indomani del rilascio e appena approdata negli USA, definire gli Stati Uniti la più grande democrazia dell’occidente da cui la Russia avrebbe solo da imparare (anche qui, posso recuperare l’articolo anche se mi richiederà tempo).

      Né le femen né le PR sono mie compagne, la loro non è una battaglia che io appoggio o condivido. Non è mi* compagn* chiunque si definisca di sinistra come sono io, così come non condivido le battaglie o le denunce di chiunque si definisca femminista. Ho un senso critico e una vis polemica non indifferenti 😉

    2. scusate, forse non leggo tutti i commenti ma non ho ben capito cosa c’entro io in questa discussione. se mi fate un riassunto magari partecipo con più cognizione di causa. 😀

      Bacione a Agnes Nutter

  2. “Non penso si possa tacciare di nazismo chi ha deciso di usare il corpo come forma di lotta” questa affermazione, a commento di questo articolo, significa che: a) l’articolo è stato letto di fretta ed in maniera approssimativa. b) l’articolo non è stato compreso.
    Infatti, quanto alla scritta sul corpo delle femen che imitano Hitler, il suo senso, ed il modo in cui il neoliberalismo lavora, è stato spiegato dettagliatamente nel caso di Molly Crabapple.
    Poichè scrivere, e poi tradurre e infine curare la pubblicazione di saggi di tale lunghezza e complessità richiedono un impegno ed una fatica non da poco, prima di intervenire a commentare si prega di leggere con altrettanto impegno e di assicurarsi di aver capito, invece di uscirsene con un “è noto” fondato praticamente sul nulla. Perché commenti di tal genere, veramente, trascendono la critica corretta, mistificando le questioni. Grazie.

  3. Davvero singolare! Una sorta di psicologia Wuthering Heights…
    Rispondo al commento di Agnes che è molto più positivo e comprensibile.
    Quando non si ha il tempo di investigare personalmente (anche se ho incontrato personalmente le Femen) ci si rifà anche a quanto scrive la stampa e l’informazione in genere. Le femen non sono certamente gradite alla destra, mentre riscuotono almeno simpatie a sinistra (e non parlo certo del PD), le loro incursioni sono nettamente di tematica progressista. Ciò mi dà almeno un’idea per non dire di loro l’esatto opposto. Detto questo la forma di lotta, condivisa o meno, la decidono loro, non mi scandalizzano e non mi pare scandalizzino tanta gente, attirano solo l’attenzione su ciò che fanno. Questo non significa che condivida al 100% la loro attività e posso immaginare un qualche tornaconto economico che ci può stare, se è frutto di un’attività trasparente e pulita. Da qui a definirle neonaziste ce ne passa… Anche se in tempi di confusione come questi dove un PD fa affari illeciti con un neofascista può accadere di tutto. La mia posizione riguarda quanto emerge dalla loro attività alla luce del sole e non mi sembra avere molto senso che persone di destra salutino con il pugno chiuso (a parte la chiara provocazione della foto), portino avanti battaglie democratiche e diano dell’hitler ai loro avversari. Avvertirei semmai una sorta di qualunquismo o sprovvedutezza per aver sbagliato talvolta gli obiettivi giusti.
    Certo anch’io ho storto il naso quanto ho sentito le Femen inneggiare al patriottismo ucraino, ma sono ucraine. Tuttavia non cambio certo idea su Putin solo perché difende come me gli ucraino/russi del sud-est.
    Riguardo alle Pussy ho meno riserve visto che è il loro nemico ad essere un nazista. Certe ingenuità che ho letto in dichiarazioni e interviste rientrano nella normale umanità di ciascuno e anche nella debolezza, se Nadežda ha dato patenti di democrazia agli USA, d’altra parte è giovanissima e gli USA sanno nascondere bene il loro nazismo. Dopo aver fatto oltre un anno di galera senza aver fatto nulla, solo per lesa maestà a Putin, una imprecisione del genere si può perdonare. Mi pare che Maria Alyokhina abbia le idee più chiare…
    Non ho capito la tua posizione su Molly Crabapple, per ora non ho motivo di pensare male di lei, anche se ha l’handicap di essere americana. La sua arte è gradevole.
    Per ora basta… Ciao

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